Eschenbach per Mozart

L'Orchestra, il Coro dell'Accademia di Santa Cecilia e Sir Antonio Pappano, ti aspettano per una entusiasmante stagione di concerti: gli eccezionali ospiti, una straordinaria varietà di programmi e le diverse opportunità offrono motivi di interesse per tutti. Vieni a scoprire la Grande Musica, torna ad applaudire i più grandi interpreti e ritrova la magica atmosfera dell'Auditorium Parco della Musica.

Il programma

18, 20 e 21 aprile - Noseda interpreta Ravel

Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Gianandrea Noseda direttore

Ravel: Daphnis et Chloé: Suite n. 1 e n. 2
Casella: Sinfonia n. 2

Si potrà rimanere sorpresi ascoltando la Sinfonia n.2 (1908) di Casella, eseguita da uno specialista di questo repertorio quale è Gianandrea Noseda. Quel turgore orchestrale e quelle idee musicali ci rimandano subito alla grande tradizione sinfonica mitteleuropea, in particolar modo al sinfonismo di Mahler e al gusto timbrico dei compositori francesi.

Eppure in questa musica circola un'aura tutta italiana. Casella svolse una attività fondamentale di diffusione e contatto, un trait d'union attento ed infallibile, tra quanto di nuovo accadeva in Europa e l'Italia musicale del suo tempo dove alcuni musicisti - tra cui lo steso Casella (Generazione dell'80) erano impegnati nella reazione al melodramma attraverso un ritorno alla musica strumentale. Anche Ravel, con il quale Casella ebbe continui contatti, fu tra le figure più studiate e seguite da Casella, soprattutto nel corso del suo soggiorno parigino all'inizio del Novecento. Noseda dirige, una accanto all'altra, le due Suites che Ravel stesso trasse dal suo balletto Daphnis et Chloé, uno dei suoi tanti capolavori.

25, 27 e 28 aprile - Mozart:Requiem

Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Andrés Orozco-Estrada?: direttore
Rachel Harnisch: soprano
Marianna Pizzolato: contralto
David Ferri Durà: tenore
Luca Tittoto: basso
Ciro Visco: maestro del coro

Schubert: Sinfonia n. 1
Mozart: Requiem
Mozart

Un concerto di impronta classica con il popolare Requiem di Mozart e la piccola ma brillante Sinfonia n.1 scritta da uno Schubert appena sedicenne. Il concerto quindi presenta questa sorta di opposizione tra un'opera scritta nella verde età (Schubert) e l'opus ultima per eccellenza (Mozart).

Sul podio di Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Andres Orozco-Estrada, direttore di origini colombiane ma di formazione tutta viennese e dunque perfettamente a suo agio in questo repertori.

Nonostante l'incompiutezza e gli interventi postumi di vari allievi, il Requiem, opera terminale del geniale salisburghese, resta una delle pagine che più appassionano il pubblico e più colpiscono l'immaginario collettivo, forse per la leggenda che lo avvolge (che poi potrebbe non essere distante dalla verità), sia per quanto di atrocemente doloroso nasconde se si pensa che Mozart, accingendosi alla sua composizione aveva probabilmente intuito che questo sarebbe stato il suo ultimo lascito.

3,4 e 5 maggio - Mahler: Sinfonia n.1 "Titano"

Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Manfred Honeck direttore
Mozart: Sinfonia n. 41 "Jupiter"
Mahler: Sinfonia n. 1 "Titano"

Manfred Honeck ritorna dopo i concerti di marzo per eseguire un programma di grande impatto e di abbagliante valore musicale. La Sinfonia K.551 "Jupiter" di Mozart costituisce il culmine della sua produzione sinfonica chiudendo quel ciclo di sinfonie di eccelsa levatura musicale che sarà foriero di sviluppi straordinari. Il nitore classico del do maggiore e il carattere grandioso del tono complessivo della Sinfonia le valsero il titolo, non dato da Mozart, di Jupiter.

Il Titano fu al contrario titolo voluto da Mahler per la sua Prima Sinfonia a suggello di un vero e proprio programma sotteso ai quattro movimenti che la compongono. Il mondo poetico di Mahler è già tutto delineato in questa possente e sbalorditiva partitura piena di effetti orchestrali trascinanti e di idee musicali singolari come ad esempio la rivisitazione stralunata e grottesca della celebre canzone infantile Fra Martino campanaro. Manfred Honeck che di quel mondo, da ex Filarmonico di Vienna, ha respirato tutti i più reconditi segreti, non potrà che darcene lettura di sicuro fascino e di autentica verità interpretativa.

9, 11 e 12 maggio - Chung interpreta Mahler

Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Myung-Whun Chung: direttore
Sophie Karthäuser: soprano

Beethoven Sinfonia n. 2
Mahler Sinfonia n. 4 "La vita celestiale"

16, 18 e 19 maggio - Eschenbach per Mozart

Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Christoph Eschenbach direttore
Roberto Gonzalez Monjas violino
Simone Briatore viola

Mozart Il Flauto Magico: Ouverture
Mozart Sinfonia Concertante K 364
Shostakovich Sinfonia n. 5

Le prime parti dell'Orchestra di Santa Cecilia, Roberto Gonzalez-Monjas e Simone Briatore, violino e viola, sono interpreti assieme a Christoph Eschenbach, di una delle pagine più originali e affascinanti di Mozart, la Sinfonia Concertante K.364. L'"amichevole rivalità" che unisce e contrappone i due strumenti solisti in realtà vede nell'orchestra un terzo interlocutore che è unificatore e regolatore e che fa di quest'opera, in spirito assai settecentesco, una vera e propria conversazione tra soggetti paritari.

La Quinta Sinfonia di ?ostakovi?, che è tra le più conosciute del compositore, rappresenta nei toni talvolta trionfalistici, talvolta accoratamente meditativi, il momento del ritorno all'ordine dopo le severe critiche all'indomani della prima rappresentazione dell'opera Una Lady Macbeth del distretto di Msenzk. Un trionfalismo convinto e funzionale ai dettami del regime oppure una gigantesca messinscena sonora per affermare sottilmente, con sibillina ironia, che l'artista è e deve rimanere uno spirito libero?

23, 25 e 26 maggio - Pappano interpreta Bruckner

Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Antonio Pappano direttore

Bruckner Sinfonia n. 8

L'Ottava Sinfonia di Bruckner è tra le più imponenti e grandiose di tutta la storia della musica. L'essere stata composta e rivista nell'arco di sei anni ci dice della complessità del lavoro ma questo non deve trarre in inganno. È l'abbondanza di idee e la loro gestione che tenne impegnato il compositore a lungo. Ecco perché la Sinfonia ci fa pensare ad un organismo che prende forma e si avvia al movimento, forse vi è rappresentata la finitezza dell'uomo davanti al creato, vi è detto del sentimento di devozione verso il divino, vi è la misura del contrasto tra l'infinitesimale e la vastità dell'universo. Forse nulla di tutto ciò. Sta di fatto che questa partitura immensa, questa cattedrale sonora di abbagliante forza espressiva si pone tra i grandi capolavori musicali di ogni epoca.

Pappano - che di questa Sinfonia è stato cultore sin dagli anni di apprendistato - ritorna ancora una volta ad eseguirla, dopo lo straordinario successo di una precedente interpretazione.

6, 8 e 9 giugno - Concierto de Aranjuez

Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Pablo Heras-Casado: direttore
Milos Karadagli?: chitarra
Evgeniya Sotnikova: soprano
Anna Goryachova: mezzosoprano
Ales Briscein: tenore
Stefan Kocan: basso

Stravinskij: Quatre études
Stravinskij: Les Noces
Rodrigo: Concierto de Aranjuez
Falla: El Sombrero de Tres Picos: Suite n. 1 e n. 2

Un fil rouge tutto spagnolo contraddistingue il programma diretto da Pablo Heras Casado, uno degli interpreti più versatili ed interessanti dell'attuale scena musicale. Il quarto degli Etudes di Stravinskij è infatti un piccolo omaggio alla città di Madrid.

Il salto ai due autori spagnoli e alle loro composizione più note viene di conseguenza cosicché il divo della chitarra Milos Karadaglic ci delizierà con le suadenti melodie del celeberrimo Concierto de Aranujez di Rodrigo mentre troveremo tutti i profumi, i ritmi e le melodie della Spagna più autentica nelle Suites da Il cappello a tre punte di de Falla.
Al centro del programma una delle composizioni più singolari di Stravinskij, Les Noces, qui eseguita in una versione dell'americano Steven Stucky che, per così dire, amplifica a tutta l'orchestra (come Stravinsky inizialmente aveva pensato) lo strumentale originale costituito da quattro pianoforti e percussioni oltre che dal Coro e dai solisti. Vi si rappresenta un matrimonio nella Russia rurale cosicché Les Noces fanno da pendant alla Sagra della Primavera e nella loro accezione folklorica sono una sorta di contraltare alla dirompente brutale forza primitiva del celebre balletto.

15 e 16 giugno - Zimerman interpreta Brahms

Mikko Franck direttore
Krystian Zimerman pianoforte

Brahms Concerto per pianoforte n. 1
Cajkovskij Sinfonia n. 6 "Patetica"

È una storia bellissima quella di Mikko Franck, direttore finlandese oggi a capo dell'Orchestre Philharmonique de Radio France. Seri problemi di salute lo hanno costretto durante l'infanzia e l'adolescenza a lunghe cure ma questa condizione non gli ha impedito di studiare musica e di presentarsi giovanissimo come uno dei direttori d'orchestra più interessanti della sua generazione. Un testo in particolare, ha detto Franck, è stato viatico alla guarigione: la Patetica di ?ajkovskij che ascolteremo proprio in occasione del suo debutto a Santa Cecilia.

Il concerto vede anche il ritorno di Krystian Zimerman, pianista tra i massimi dei nostri giorni e costantemente impegnato in una rigorosa ricerca interpretativa, come solista con l'orchestra nel Concerto n.1 di Brahms.

20, 22 e 23 giugno - Gershwin Gala

Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
William Eddins direttore e pianoforte
Sarah Nicole Batts soprano
Rodney Earl Clarke baritono

Gershwin Funny Face: Overture
Gershwin/Bennett Gershwin in Hollywood
Gershwin Girl Crazy: Ouverture
Gershwin Rhapsody in Blue
Gershwin Porgy and Bess: suite

Finale di stagione, all'insegna del ritmo, della melodia, delle influenze del jazz, è affidato al pianista e direttore d'orchestra William Eddins che presenta un ricco florilegio di pagine di George Gershwin che vanno dalla celebre e intramontabile Rhapsody in Blue alla Suite dal Porgy and Bess autentico capolavoro del compositore americano e prima grande "opera" composta da un musicista di quel continente. Se la Rhapsody e Porgy and Bess (con i suoi celebri songs Summetime, The man I love, I got rythm e altri tunes divenuti dei veri classici) appartengono al patrimonio di ciascuno di noi non meno avvincenti nella forza espressiva e nella felicità dell'invenzione melodica sono le Ouverture per i musical Girl Crazy e Funny Face. L'allegria e l'ottimismo a stelle e strisce sembrano gli ingredienti ideali per festeggiare la conclusione della stagione di concerti e per darsi appuntamento alla prossima.

L'Orchestra, il Coro dell'Accademia di Santa Cecilia e Sir Antonio Pappano, ti aspettano per una entusiasmante stagione di concerti: gli eccezionali ospiti, una straordinaria varietà di programmi e le diverse opportunità offrono motivi di interesse per tutti. Vieni a scoprire la Grande Musica, torna ad applaudire i più grandi interpreti e ritrova la magica atmosfera dell'Auditorium Parco della Musica.

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