L'opera e'...La Grande Bellezza

Soprano: Maria Guleghina
Tenore: José Cura
Baritono: Carlo Guelfi

Presenta: Michele Mirabella
Regia Enrico Stinchelli
Coro Teatro Regio di Parma ? Maestro Salvo Sgrò
Coro Università degli Studi di Perugia ? Maestri Franco Andreucci e Marta Alunni Pini
Coro Università di Parma e Reggio Emilia ? Maestro Antonella Coppi
Corpo di Ballo Modulo Factory ? Coreografie Modulo Project

La data:
25 settembre Verona, Arena

Quella del Galà la ritengo una sfida difficile ma necessaria: da anni ormai l'opera lirica viene sempre più rinnovata e adeguata al gusto cinematografico da registi sempre più rivoluzionari e da artisti sempre più attori e credibili nell'interpretazione, mentre il Galà operistico rimane uguale a se stesso da sempre, un po' polveroso, un po' monotono nell'entrata e nell'uscita degli artisti posti davanti all'orchestra come a un plotone di esecuzione.

Un vero peccato, perché con la sua forma antologica il Galà può da un lato avvicinare alla lirica un pubblico più ampio e generalista, d'altro canto permettere di riascoltare grandissimi artisti perfetti nel format breve, ma non più attivi nelle opere per esteso.

Dunque il Galà è utile, importante, ma per farlo sopravvivere deve essere rinnovato, rimesso al passo coi tempi, ovviamente con buon gusto, senza scivolare nella facile impostazione "nazionalpopolare" perché quella non può e non deve essere la risposta. Spero che comunque si capisca la necessità e l'importanza di iniziare a fare sforzi in una nuova direzione: una scenografia moderna e di impatto visivo molto forte, un tocco di Circo Contemporaneo, un uso consapevole del Kitsch, quindi affettuosamente ironico perché, si sa, in Arena si fanno i conti con allestimenti faraonici e magniloquenti: fa parte della natura del luogo.Lo spettacolo di Enrico Stinchelli , regista innovativo ma allo stesso tempo grande amante ed esperto d'Opera, con il quale ci troviamo in grande sintonìa, si basa sulle luci , potenziandone il contributo, e sull'uso narrativo delle proiezioni, che non sono mero decoro ma raccontano ciò che viene cantato.

Ci sarà molta ironia, ovviamente, senso del gioco: per il Balletto, per esempio, inutile scimmiottare l'ennesimo Trionfo dell'Aida come lo si è visto meravigliosamente interpretato dai più grandi protagonisti. Vi sarà a una "Notte nel Museo Egizio" , nello stile delle classiche commedie brillanti americane: sul suono evocativo delle trombe verdiane si risvegliano mummie e faraoni, uscendo dai loro sacelli davanti allo stupore prima atterrito poi divertito di alcuni turisti odierni. I Ballabili prendereranno spunto da questo racconto e si svolgeranno quindi all'insegna del divertissement ironico, disincantato. In Traviata, per esempio, saranno i tori ad avere la meglio sul torero Piquillo....Il palcoscenico areniano sarà occupato da una enorme struttura a forma di ponte, sovrastata da una grande luna e circondata da scaloni praticabili. Il Coro, formato da oltre 180 elementi e il Corpo di Ballo, potranno agire sopra e intorno a questa struttura, contribuendo così a dare l'idea dello "spettacolo" e non quindi del solito Galà, come si diceva, composto dalle entrate e dalle uscite degli interpreti canori. Parliamo , tra l'altro, di interpreti con una grande storia personale e di grande temperamento, perché la timidezza a Verona non paga, e in tal senso mi sento sereno affidandomi al carisma di Josè Cura, Maria Guleghina e Carlo Guelfi, veri guerrieri! Ne sono sicuro: da settembre il Galà tornerà di moda!

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