Vinicio Capossela e la Banda della Posta

Il carnevale degli animali e altre bestie d'amore
Musiche di Camille Saint-Saens e canzoni di Vinicio Capossela
con
Vinicio Capossela e il suo ensemble, il Trio Amadei e i Solisti della Vianiner Philharmoniker

Le date:
21 giugno Verona, Teatro Romano
26 giugno Bollate, Villa Arconati - Villa Arconati Festival

Il concerto comprende l'esecuzione del Carnevale degli animali, composto da Camille Saint-Saens nel 1886 e una serie di canzoni di Vinicio Capossela, cucite insieme in un racconto che ci porta a spasso tra le storie di animali celebri, simbolismi e bestiari. Bestie cantate per farci un giro da "bestie incantate", come venivano chiamate le bestie che si esibivano con i saltimbanchi.

Bestiari... gli animali... maschere d'enigma... maschere d'accesso al sacro... deita' misteriche con cui dividiamo il creato. I bestiari medievali studiavano gli animali, seppur non in senso zoologico o scientifico, ma per uscire dal reale ed entrare nel vero. Le nature degli animali rappresentano le tante nature dell'uomo, dell'amore, del peccato. La signoria dell'uomo, trasformata man mano in indifferenza, cecità, non conoscenza. Gli animali sono usciti dalle nostre vite e sono entrati nei cartoni animati e nei documentari, oppure sulla tavola, dove si consuma il nostro principale rapporto con loro: mangiarli. Stanno lì'... grandi sfingi di pietra... come non si siano organizzati per scacciare l'uomo, resta un mistero... custodi di templi, accompagnatori di deità, o forse Dei essi stessi, come l'orso che per i siberiani era un Dio in persona. Rinunciare agli animali e' amputarsi dell'accesso alla natura che, come dice Psarantonis, e' il Dio. Dunque l'animale e' la manifestazione del divino... di un altra lingua che si parla sulla terra... quella che fa dire a Céline, ammirato, in morte del suo cane: "Se ne e' andata dopo tre piccoli rantoli, senza lamentarsi... in posizione davvero bellissima, come in pieno slancio, in fuga... il naso puntato verso il nord, verso le sue foreste, la' in alto, da dove veniva... senza trallalà, la messa in scena che nuoce sempre agli uomini."
Nell'amore siamo governati dalla nostra parte più istintuale. Possiamo studiare, come ha fatto Richard de Fournival, i comportamenti, le nature che si rivelano nel sentimento amoroso, paragonandole a quelle degli animali, come erano conosciuti nel Medioevo. Il bestiario d'amore e' lo zoo che conteniamo in noi stessi, quando la passione apre le gabbie. Bestie cantate e incantate, come venivano chiamate le bestie che si esibivano con i saltimbanchi. Solo che le bestie sotto incantesimo siamo noi, come ben scrive James Hillman in "Animali del sogno":
"... Chi sono, gli animali che compaiono nei nostri sogni, e perché vengono proprio a noi che abbiamo trascorso gli ultimi due secoli a sterminarli regolarmente, a un ritmo sempre più rapido, senza pietà, specie per specie, in ogni parte del mondo? Eppure con quanta incrollabile fiducia continuano a entrare nella nostra anima del sogno, nelle nostre fantasie infantili, nel nostro immaginario artistico..."
Addentrarci in questo sogno e' lo scopo del nostro concerto.

Vinicio Capossela


Da queste premesse è nata l'idea di unire gli animali classici agli animali cantati di Vinicio Capossela, rivisti e riorganizzati dal Trio Amadei per l'orchestra da camera composta dai Solisti della Vianiner Philarmoniker. Il Carnevale degli animali di Camille Saint-Saens è una Suite articolata in quattordici brani di breve durata ispirati ad altrettanti animali o personaggi. Fu composta nel 1886 durante un periodo di riposo a Vienna. Venne eseguita privatamente nel 1887, in occasione della festività del martedì grasso. Per volere del compositore, infatti, l'opera doveva essere eseguita pubblicamente solo dopo la sua morte. Una fantasia zoologica per 12 strumenti, di carattere grottesco e descrittivo, con innegabile sarcasmo mette i pianisti tra gli animali, e fa riferimento ai critici musicali dell'epoca come gli "animali dalle lunghe orecchie".

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