The Zen Circus

"Canzoni contro la natura" è l'ottavo album in studio degli Zen Circus, il terzo interamente inlingua italiana. La band toscana aveva annunciato più volte che si sarebbe presa un periodo"sabbatico" e così è stato per tutto il 2013: nessun concerto durante quest'anno eccezion fatta peri progetti solisti del cantante Appino e del batterista Karim Qqru. L'album esce come sempre perla Tempesta Dischi.

La data:
21 settembre Sesto San Giovanni (Mi), Carroponte

In merito alla produzione dell'album gli Zen dichiarano:"Canzoni contro la natura" è un disco che cirappresenta al 100%. Non c'è stato nessun produttore e nessun fonico a seguirci, per la prima voltaabbiamo deciso di occuparci in prima persona di ogni fase della sua realizzazione. Il nostro obiettivoera inscatolare nella maniera più fedele possibile l'energia e la naturalezza che si respirano a pienipolmoni nei nostri live e che purtroppo raramente abbiamo ritrovato nei nostri dischi. Il risultato lotroviamo davvero esaltante, di gran lunga la cosa più energica e vicina ad un nostro concerto cheabbiamo mai messo su album".

Energia quindi. Quella stessa energia che nel corso degli anni ha fatto degli Zen Circus una delleband più credibili e seguite del panorama rock italiano. Un disco pieno contrasti: Dallapsichedelia visionaria di un dio che si manifesta sotto forma di pianta in "albero di tiglio" alla titletrack dove un "cameo" del grande poeta Giuseppe Ungaretti ci ricorda che "tutti gli uomini sonoanormali, contro natura", fino alla poesia realistica e urticante di "Viva" dove gli Zen cantano "Io loso che sono in crisi, senza leggere i giornali, sono in crisi da una vita, forse è la mia natura, anzipenso vivamente che sia proprio una fortuna" brano che apre il disco e manifesto di uninquietudine, di una sensibilità "altra" che sfocia poi nella rabbia del finale dove vengono elencatiuno ad uno tutti i "Viva!" urlati a squarciagola dagli Italiani, nessuno escluso. Italia che non è piùal centro della narrativa come era accaduto con "Andate tutti affanculo" o "Nati per subire": laband pisana canta di qui e ora come ha sempre fatto, ma questa volta usa la realtà intorno a noiper analizzare l'eterno scontro fra natura umana e madre natura.

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