L'officina della Camomilla

L'officina della Camomilla

SEGRATE


via Circonvallazione Idroscalo, 41
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Il nuovo e secondo album del quintetto milanese, capitanato da Francesco De Leo, è un viaggio musicale in controtendenza, lungo e variegato, formato da 15 mini racconti onirici e punk insieme che sanno cantare del nostro tempo come nessun altro riesce a fare.

Ci sono molti modi per rappresentare in musica quello che passa fuori dalla propria finestra: si può essere cinici, si può essere epici, si può essere melodrammatici. Ma si può essere anche spensierati, specie se si hanno ventanni, perché a ventanni le cose appaiono con un filtro più morbido rispetto a chi ne ha cinquanta, ma non per questo meno attento o pungente. La spensieratezza è proprio l'arma in più dell'Officina Della Camomilla: dopo centinaia di migliaia di visualizzazioni su Youtube, finalmente nel 2013 arriva l'esordio discografico vero e proprio, che si chiama "Senontipiacefalostesso Uno" a cui seguirà il volume due, entrambi per la bolognese Garrincha Dischi. In mezzo ai dua album diversi Ep contenenti inediti e brani sparsi in compilation e nella rete. I brani sono come istantanee, una tavolozza su cui i nostri riversano colori pastello e riflessioni a trecentosessanta gradi, senza retoriche tronfie o velleità di giudizi universali. Le canzoni possono prendere vita da appunti di appunti, pensieri surreali, allucinazioni modellate, cieli nuvolosi, da ogni piccola sensazione che affiora sottopelle. Così i protagonisti dei brani nascono e si muovono a Milano, perché la finestra da cui L'Officina Della Camomilla guarda il mondo si affaccia sui Navigli, sul Parco Sempione, sull'area C, su Brera, sulle zone militari. Personaggi, veri o immaginari, che non hanno paura di raccontare o di essere raccontati, pedalando in bicicletta prima tra le macchine e poi tra gli alberi, in mezzo a tekno-raver, kebabbari e bar di cinesi. Figure che si incontrano e scivolano veloci come i paesaggi attraverso i finestroni di un tram, le storie di Dora, di Lucilla, Agata e Mohamed, di Moreno, di ragazzi non meglio definiti e quindi di persone che in fondo potremmo essere (stati) noi. Strumenti giocattolo e tastierine mischiate al clapping, chitarre distorte à la Libertines dei tempi d'oro, un Alex Turner che preferisce le filastrocche macabre ai muri di suono delle scimmie artiche. Favole cattive dove esplodono le scuole e i panifici, passaggi meno nervosi che ricordano i migliori The Pains Of Being Pure At Heart. L'amore-odio per Milano, le fughe in una spiaggia piena di mattoni e le ritirate verso la più rassicurante IKEA, l'alienazione nei non-luoghi e per i lavori sempre più improbabili, giocata su accenni di ninnenanne per non dormire, come direbbe il mai troppo compianto Pier Vittorio Tondelli. E poi, le fascinazioni per l'uptempo e per il pop più zuccherino, quello che fa innamorare, fatto per celebrare in posti improbabili i ritorni più attesi. Ci sono molti sentimenti nelle canzoni di Francesco De Leo, Anna Viganò, Gaetano Polignano, Ilaria Baia Curioni e Marco Amadio. Sono sentimenti puri, immediati, genuini. Qualità non sempre riscontrabili in un'Italia proverbialmente gerontocratica e maneggiona, oggi come ieri. L'Officina Della Camomilla mette le mani avanti già dal titolo dell'album d'esordio passeggiando con abilità sul filo che separa la modestia dalla furbata: questo è un disco che farà fatica a non piacere. Farà fatica a non stare al centro dell'attenzione.

La data:
6 novembre Bologna, Lokomotiv Club
13 dicembre Segrate (Mi), Circolo Magnolia

Biglietti a partire da 6.50 €ACQUISTA I BIGLIETTI

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