Massimo Volume

Temevamo di averli persi, dopo quattro album che disegnarono una personalissima estetica nel tripudio alt-rock degli anni 90. La band italiana che meglio di qualunque altra riuscì a fondere il post-rock con testi declamati di una profondità inaudita. Quali scenari avrebbero mai potuto ancora disegnare, dopo aver reso con i colori più intensi decine di storie che una generazione mandò a memoria, serbandole per sempre nei propri cuori?
E invece tornarono, tre anni or sono, con quello che in molti considerarono il loro lavoro migliore, o quanto meno il più maturo, "Cattive abitudini", un album denso, di quelli che ti segnano dentro. Seguì un riuscito split condiviso con i Bachi da Pietra, ed ora rieccoci qui, anno di grazia 2013, a scartare un nuovo disco dei Massimo Volume. Sembra quasi un miraggio, sembra quasi un miracolo.

Dal punto di vista squisitamente musicale, "Aspettando i barbari" sorprende per la presenza (importante ma mai troppo invadente) della componente elettronica, in grado di arricchire ulteriormente la tavolozza di colori desiderata dal gruppo. Il disegno complessivo si fa più duro rispetto a "Cattive abitudini", con gli aspetti tenui che tendono a scomparire quasi del tutto.
Prodotto dai Massimo Volume e da Marco Caldera (che si occupa anche di synth e sampler in un paio di tracce), il disco registra il consolidamento del quartetto attorno alle figure di Emidio Clementi, Vittoria Burattini, Egle Sommacal e Stefano Pilia.

Le date:
21 febbraio Mezzago (MB), Bloom
6 marzo Palermo, I Candelai
28 marzo Bologna, Locomotiv Club
18 aprile Taneto di Gattatico, Circolo Arci Fuoriorario
24 giugno Sesto San Giovanni (Mi), Carroponte

Biglietti a partire da 11.50 €ACQUISTA I BIGLIETTI

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