"Piumadoro e Piombofino" nella villa "Il Meleto"

Agliè

AGLIÈ


Sabato 22 ottobre alle 15,30 ad Agliè l'evento "Piumadoro e Piombofino" nella villa "Il Meleto" - che raccoglie memorie e cimeli gozzaniani - conclude il percorso "Alla ricerca della Felicita' - Innamorati del Canavese", un calendario di eventi organizzati dall'associazione Eleyka in collaborazione con 17 amministrazioni comunali. Gli eventi hanno ottenuto il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte, della Città Metropolitana di Torino, della Camera di commercio, dell'Atl "Turismo Torino e Provincia" e del Gruppo Turismo di Confindustria Canavese. Le cittadine e i paesi canavesani coinvolti negli eventi hanno messo a disposizione di tutti il proprio tesoro affinchè, alla fine del viaggio, ogni luogo visitato diventi il tassello di un affresco di ciò che è stato ed è il Canavese. Gli eventi sono legati fra loro da un "fil rouge" narrativo, dedicato alla figura del poeta Guido Gozzano, di cui si celebra quest'anno il centenario della scomparsa. Di qui il titolo del circuito che, in un certo senso, è un gioco di parole tra il termine "felicità" e il nome della signorina Felicita di gozzaniana memoria. Il regista e attore Davide Motto ha curato la direzione artistica dei 17 eventi che, da giugno a ottobre, hanno animato altrettanti Comuni canavesani con spettacoli teatrali, danze e performance dal vivo, alla ricerca della felicità tra storia, natura, arte, architettura e prodotti locali. Il costo dell'ingresso ad ogni evento è di 5 euro per gli adulti; gratis per i bimbi al di sotto degli otto anni di età. L'evento di sabato 22 ottobre è ispirato a "Piumadoro e Piombofino", una delle più celebri fiabe che Gozzano scrisse per i bambini: un racconto che colpisce per la sua atmosfera rarefatta e leggera, proprio come la sua protagonista, che viene trasportata dal vento fino al lieto fine. La favola racconta di una fanciulla povera, che vive con la sola compagnia del nonno carbonaio fino all'età di 14 anni, quando diventa così leggera da sembrare una piuma e da restare chiusa in casa per non volare via. Un giorno il nonno muore e Piumadoro è costretta ad uscire e subito viene rapita dal vento, finchè incontra la Fata dell'Adolescenza che la aiuta a superare prove importanti, donandole tre chicchi fatati. La missione che spetta alla bella fanciulla è di andare a cercare il reuccio delle Isole Fortunate, che soffre del problema opposto al suo: è così pesante da non potersi spostare. Il racconto tratta con garbo e delicatezza il tema della trasformazione, tipica del periodo dell'adolescenza, piena di squilibri che tendono però a risolversi in bellezza seguendo il corso delle forze naturali. Seguendo Piumadoro si impara la gentilezza verso gli esseri più deboli (la farfalla, il soffione e lo scarabeo) che poi si riveleranno preziosi alleati nel momento del bisogno. "Piumadoro e Piombofino" è anche una grande favola d'amore inteso come energia degli opposti che si attraggono e si completano l'un l'altro.