A grande richiesta torna: Smetto quando voglio

CASTELLANZA


"A grande richiesta", l'ultimo ciclo del cineforum organizzato dall'assessorato alla Cultura della Città di Castellanza in collaborazione con l'associazione Amici del Teatro e dello Sport, conclude la sua selezione dei film indicati dal pubblico con una delle pellicoole italiane più interessanti della stagione. Lunedì 26 maggio alle 21 al teatro di via Dante a chiudere il sipario dopo oltre 30 proiezioni sull'edizione 2013-14 sarà "Smetto quando voglio" del giovane regista salernitano (classe 1981) Sydney Sibilia . La pellicola, che gioca con leggerezza sul tema della disoccupazione intellettuale (di chi cioè si trova senza lavoro pur avendo in tasca lauree e specializzazioni), è interpretata da Edoardo Leo, Valeria Solarino, Libero de Rienzo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Stefano Fresi, Neri Marcorè, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti.

La trama

Pietro Zinni, geniale ricercatore in Neurobiologia di 37 anni, viene licenziato a causa dei tagli all'università e deve improvvisamente trovare un modo per sopravvivere. Ma cosa può fare uno che nella vita ha sempre e solo studiato? Semplice: organizzare una banda criminale coi fiocchi. Pietro inizia così a reclutare i migliori tra i suoi ex colleghi, grandi cervelli che ormai vivono ai margini della società facendo i mestieri più disparati. Le loro competenze - Semiotica interpretativa e Epigrafia Latina, Archeologia Classica, Macroeconomia Dinamica, Chimica Computazionale, Antropologia culturale - si riveleranno incredibilmente perfette per il successo nel mondo della malavita. Ma riusciranno a gestire la loro nuova vita di criminali ricercati?

"Come si fa a produrre in modo artigianale una droga da sballo e del tutto legale? Naturalmente serve la formula. Ma se avete sottomano un neurobiologo capace di azzeccare la chimica, il resto - zucchero a velo, chiodi di garofano, prodotti per acquario, etc. - si trova al supermercato. Questo almeno racconta lo svelto, astuto, divertentissimo debutto di un 32enne di Salerno che somiglia ai suoi antieroi. Sa come produrre effetti irresistibili. E soprattutto sa farlo 'in casa', usando ciò che ha sottomano (che tutto il cinema italiano avrebbe sottomano, se solo volesse). Attori impeccabili, anche se, anzi proprio perché non sempre notissimi. Dialoghi esilaranti che trasportano a Roma motivi e cliché provenienti da film e serie tv inglesi o Usa (ma anche dagli italianissimi 'Boris' e 'Santa Maradona'). Sentimenti bassi quanto universali (non serve aver visto 'Breaking Bad' per aver sognato almeno un attimo di darsi ad attività pericolose quanto redditizie). Il tutto fuso in una sceneggiatura scoppiettante e accuratissima (di Valerio Attanasio, Andrea Garello e del regista Sydney Sibilia). Che elabora in chiave comica un dato drammatico nonché, di nuovo, sotto gli occhi di tutti: se in Italia molti brillantissimi laureati sono costretti a cercare lavori terribilmente inferiori al loro curriculum, perché non immaginare che usino le loro doti per aggirare la legge, magari producendo una molecola psicotropa non ancora catalogata come droga, dunque paradossalmente legale? (...) scritto, diretto e interpretato con una consapevolezza e un divertimento rari quanto contagiosi. Dopo anni di comicità coatta, fasulla, predigerita e, quella sì, tossica, una ventata rigenerante." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 6 febbraio 2014)