Alla scoperta dei misteri musicali: la Cenerentola di Rossini

CASTELLANZA


ALLA SCOPERTA DEI MISTERI MUSICALI: «LA CENERENTOLA» DI ROSSINI

Il percorso musicale dedicato alla lirica "L'opera svelata", realizzato dall'Assessorato alla Cultura della Città di Castellanza, in collaborazione con Associazione Amici del Teatro e dello Sport, è giunto agli ultimi due appuntamenti. Mercoledì 7 maggio alle ore 21.00 Villa Pomini serata dedicata "Alla scoperta dei misteri musicali": in compagnia di Paolo Colombo, musicista e compositore, si scopriranno i segreti di Gioachino Rossini, il musicista pesarese considerato con Verdi e Puccini fra i più grandi operisti italiani, e di una delle sue celebri composizioni, "La Cenerentola", di cui si potrà seguire la proiezione Martedì 13 maggio al Teatro di Via Dante.
Musicista e compositore precoce (compose la sua prima opera a quattordici anni), Gioachino Rossini nacque nel 1792 a Pesaro in una famiglia di modeste origini che si dedicava alla musica: il padre Giuseppe, sostenitore della Rivoluzione Francese, suonava per professione nella banda del paese e nelle orchestrine che seguivano le truppe francesi, mentre la madre Anna era una discreta cantante. Le idee rivoluzionarie della famiglia condizionarono la prima parte della vita del giovane Rossini, che con la famiglia si spostava spesso da una città all'altra dell'Emilia Romagna per sfuggire all'arresto paterno dopo la restaurazione del potere pontificio. Fu proprio a Bologna che il giovane Rossini si avvicinò alla musica e allo studio e della spinetta.
Accostato spesso a Mozart, a cui era accumunato dalla precoce genialità della composizione musicale, Rossini a quattordici anni si iscrisse al Liceo musicale bolognese appassionandosi allo studio di Haydn e di Mozart, passione che gli valse l'appellativo tedeschino. In quegli anni il compositore scrisse la sua opera, Demetrio e Polibio, che fu rappresentata nel 1812. Nel 1822 sposa la più importante cantante lirica del tempo, Isabella Colbran, maggiore d'età e da cui si separerà nel 1830. In quegli anni, neanche ventenne, Rossini debutta ufficialmente sulle scene nel 1810 al Teatro San Moisè di Venezia con La cambiale di matrimonio: in pochi anni il compositore raggiunge il successo e compone opere in gran numero al punto da vederne rappresentate anche quattro o cinque in un anno. Alcune sue opere, come La gazza ladra, Semiramide e L'Italiana in Algeri, diventano subito memorabili successi di pubblico, ma talvolta le sue composizioni non incontrano il favore del pubblico tanto da diventare dei clamorosi insuccessi, come accadde alla sua opera forse più celebre, Il Barbiere di Siviglia, che alla sua prima rappresentazione nel 1816 al Teatro Argentina di Roma fu fischiata dal pubblico, salvo poi diventare poco tempo dopo un clamoroso successo.
Direttore del Teatro San Carlo di Napoli dal 1815 al 1822, Rossini lascerà l'Italia nel 1823 dopo il successo di Semiramide per trasferirsi definitivamente a Parigi dove il musicista visse come una seconda esistenza e dove compose altre celeberrime opere come Il viaggio a Reims e il Conte di Ory, melodramma giocoso composto per il celebre teatro parigino de l'Opèra. La sua carriera di compositore si concluse precocemente nel 1829 con l'esecuzione del Guglielmo Tell, il capolavoro del maestro e l'abbandono delle scene: afflitto dalla depressione, Rossini lasciò il teatro e si trasferì nella campagna parigina, a Passy, dove continuò a scrivere celebri pagine di musica come lo Stabat Mater, che completerà solo nel 1839, e la Petite messe solennelle, che completò solo pochi anni prima di morire.
La sua esistenza si può considerare divisa in due momenti: i precoci trionfi della giovinezza ed una lunga esistenza dedicata alla musica dopo l'abbandono delle scene. Il compositore, infatti, morì nel 1868, ma dal suo ritiro compose inspiegabilmente pochissimi brani. Bon vivant, amante della buona tavola e delle belle donne e gioviale, Rossini era anche umorale, collerico e afflitto da crisi depressive. La sua morte a Parigi nel novembre del 1868 dopo una lunga lotta contro il cancro prese in contropiede il mondo della musica che si apprestava a festeggiare il suo settantesimo compleanno. Le spoglie furono tumulate inizialmente nel cimitero parigino del Père Lachaise e trasferite in Italia solo nel 1887 per essere deposte nella Basilica di Santa Croce a Firenze. Delle sue notevoli sostanze fu erede il Comune di Pesaro che creò la Fondazioni Rossini per lo studio e la diffusione nel mondo della figura, della memoria e delle opere del musicista.
Il suo stile è caratterizzato da una musica molto brillante e ritmica: alcune delle sue pagine più note presentano una sorta di frenesia, che segna un netto contrasto con lo stile degli operisti del Settecento, dando vita al famoso crescendo rossiniano, che lo rese celebre. Rossini fu un precursore del Romanticismo, e la sua padronanza del linguaggio sinfonico e contrappuntistico gli consente di dare vita a celebri ari e sinfonie, quali le cavatine Largo al factotum e Una voce poco fa o l'aria La calunnia è un venticello de Il Barbiere di Siviglia,o il duetto Un soave non so che da La Cenerentola, o ancora la celeberrima ouverture del Guglielmo Tell.

La Cenerentola, concertata su libretto di Jacopo Ferretti, si ispira alla celebre favola di Charles Perrault, fu rappresentata per la prima volta nel 1817 al Teatro Valle di Roma e come il Barbiere di Siviglia fu un clamoroso insuccesso. L'opera in due atti fu però ripresa in Italia e all'estero e aggiustata con l'aggiunta di alcune arie composte da Rossini per altre opere, diventando un grande successo.
La trama: La buona e graziosa Angelina è costretta dalle sorellastre, Tisbe e Clorinda, e dal patrigno, il barone Magnifico di Montefiascone, ad umili lavori domestici. In paese si diffonde la voce che il principe Don Ramiro sia in cerca di moglie e che la sceglierà durante una festa a corte. Don Magnifico, desideroso di imparentarsi con il principe, che seguendo i consigli del tutore Alidoro si presenta alla casa del barone sotto le spoglie del suo scudiero. Grazie a questo stratagemma Don Ramiro scopre la meschinità di Tisbe e Clorinda e si invaghisce della bontà di Angelina, che con l'aiuto di Alidoro si presenta alla serata a corte. Durante il ballo a corte Alidoro dona ad Angelina un bracciale identico a quello del principe, perché i due possano riconoscersi e annunciare il matrimonio, suscitando le ire delle sorellastre....