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il 15 agosto 2020  altre date 

Ingresso Fortezza di San Leo

SAN LEO


Via Battaglione Cacciatori di San Leo
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San Leo un masso imponente che domina la Valle del Marecchia. Luogo strategico determinante per le vicende storiche e militari. Legato al culto pagano e poi cristiano, ospitò a vita eremitica il dalmata Leone che con Marino, ritiratosi sul Monte Titano, contribuì all'avvento del cristianesimo nel Montefeltro nel IV secolo. Dall'anno 1000 il nome di questo luogo divenne San Leo e l'antico nome Montefeltro passerà alla Diocesi. Divenne sede vescovile dal X secolo e luogo di rifugio di Berengario II. Il Medioevo vede lo splendore della città e della famiglia che fece di San Leo la sede della propria dinastia, i Montefeltro. Il passaggio di San Francesco nel 1213 e di dante nel 1306 contribuiscono ad arricchire la storia di questo importante centro, dominato e conteso nei secoli dai Medici, i Della Rovere, fino al dominio dello Stato Pontificio nel 1631. Con Cagliostro l'itinerario alla scoperta di questa città rafforza le sue tinte magiche e misteriose.

LA FORTEZZA RINASCIMENTALE
Il possente masso calcareo di San Leo, trasportato nel Miocene dal Tirreno verso l´Adriatico, con le pareti perimetrali scoscese e perpendicolari al suolo, costituisce di per sé una fortezza naturale. I Romani, consapevoli di tale straordinaria attitudine, costruirono una prima fortificazione sul culmine del monte. Durante il Medioevo, la fortezza venne aspramente contesa da Bizantini, Goti, Franchi e Longobardi. Berengario II, ultimo re del regno longobardo d'Italia, venne qui stretto d'assedio da Ottone I di Sassonia, tra il 961 e il 963. In questo periodo la fortezza assunse il ruolo di Capitale d'Italia. Intorno alla metà del XI secolo, da Carpegna scesero a San Leo ? allora chiamata Montefeltro ? i conti di Montecopiolo; da questo importantissimo feudo, essi trassero il nome e il titolo di conti di Montefeltro. Nella seconda metà del Trecento, la fortezza venne espugnata dai Malatesti che si alternarono nel suo dominio ai Montefeltro sino alla metà del secolo successivo. Nel 1441, il giovanissimo Federico da Montefeltro fu protagonista di un'ardita scalata della Rocca. Nel frattempo, l'arte della guerra aveva conosciuto determinanti innovazioni e la fortezza con la sua struttura medioevale, composta di semplici torri quadrangolari scarpate, disposte a recinto del mastio centrale, non era più in grado di sostenere l'avvento delle armi da fuoco. Federico affidò al grande architetto e ingegnere senese Francesco di Giorgio Martini il compito di ridisegnare la rocca e approntarla alle nuove esigenze di guerra. La nuova forma, che ridisegnò completamente l'architettura del forte, prevedeva una risposta al fuoco secondo i canoni di una controffensiva dinamica che potesse garantire direzioni di tiri incrociati. Per questo motivo i lati della rocca erano dotati di artiglieria e le vie d'accesso, defilate dalla traiettoria del fuoco nemico, erano protette da avamposti militari. La fortezza veniva a costituire così il culmine di un sistema guerresco che si estendeva a tutto il masso. Il forte di San Leo assunte così un emblematico significato tanto che il Bembo ebbe a definirle ?'fortissimo propugnacolo e mirabile arnese di guerra'', ammirevole punto d'incontro tra natura e arte. Nel 1502, Cesare Borgia, detto il Valentino, sostenuto da Papa Alessandro VI, riuscì ad impadronirsi della fortezza. Tuttavia, alla morte del Papa (1503), Guidobaldo da Montefeltro ritornò in possesso dei suoi domini sino al 1516, quando le truppe fiorentine capitolate da Antonio Ricasoli, spalleggiate alla corte papale da Leone X de' Medici, penetrarono nella città e fecero capitolare la fortezza. I Della Rovere ripresero San Leo nel 1527 e la tennero sino alla devoluzione del Ducato di Urbino al dominio diretto dello Stato Pontificio nel 1631. Dal 1631 la Fortezza venne adattata a carcere nelle cui anguste celle, ricavate dagli originari alloggi militari, furono imprigionati patrioti risorgimentali dei quali il più celebre fu Felice Orsini e liberi pensatori come il palermitano Cagliostro. Anche dopo l'Unità d'Italia, la fortezza continuò ad assolvere la sua funzione di carcere, fino al 1906. In seguito, per otto anni, ospitò una ?'compagnia di disciplina'' fino al 1914. Oggi la Rocca, ripulita dalle sovrastrutture ottocentesche che ne alteravano le eleganti linee rinascimentali, è tornata al suo splendore architettonico che ne fa una delle più celebrate testimonianze di arte militare, in una cornice di storia e di arte tra le più belle d'Italia.

Orari:
dal lunedì al venerdì dalle 13.00 alle 18.45 (ultimo ingresso alle ore 18.00); sabato e domenica dalle ore 11.00 alle ore 19.45 (ultimo ingresso alle ore 19.00)

Info ridotti:
Hanno diritto al biglietto ridotto gli over 65, i ragazzi dai 15 ai 18 anni.

Pacchetto Family
4 pax (2 interi +2 ragazzi fascia 15-18 anni)

Biglietti a partire da 10.50 €ACQUISTA I BIGLIETTI

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