Due passi

due passi

PAVIA


Spazio per le arti contemporanee del Broletto

Sulla strada - fonte inesauribile d'ispirazione - lontano dalle rotte più battute, a contatto con la natura e con la città che appaiono diverse da come normalmente le vede l'occhio distratto, di chi non ha il tempo e la voglia di soffermarsi sui particolari. La collettiva di fotografia Due passi (organizzata da Marco Lachi e Spazio Geco Pavia in collaborazione con il Settore Cultura del Comune di Pavia, e il supporto tecnico di Foto Trentani) inaugura sabato 7 febbraio, alle ore 18.30, nello Spazio per le arti contemporanee del Broletto di Pavia e presenta, fino al 22 febbraio, gli scatti di otto giovani artisti che hanno fatto della macchina fotografica un terzo occhio, con il quale guardare la realtà. Ma da un'altra prospettiva. Quella di uno sguardo che va oltre i canoni classici della documentazione turistica del paesaggio da cartolina.
In mostra non ci sono le immagini di chiese, cattedrali, piazze, palazzi e monumenti storici facilmente riconoscibili, e nemmeno le vedute più caratteristiche del fiume e del Parco del Ticino. Pietro Albertelli, Francesca Dionigi, Elisa Laboranti, Marco Lachi, Simone Ludovico, Pieranna Scagliotti, Elena Sconfietti e Gianpiero Todaro scelgono di fare passeggiate attente a cogliere elementi e sensazioni della vita della città, e di tutto ciò che la circonda. Come dei flàneurs contemporanei camminano e osservano, senza meta, aperti alla possibilità di farsi rapire da un attimo imperdibile, pur nella sua banalità: da una suora a passeggio con un frate, da un rudere immerso nella nebbia, da un angolo dimenticato lungo una statale, dalla solitudine di un uomo che vive vicino al fiume.
Marco Lachi è presente con una serie inedita sul progetto legato al fiume; Pieranna Scagliotti sviluppa la sua ricerca lungo la statale dei Giovi EX 35; Elena Sconfietti utilizza come approccio al modo di fotografare quello di "un flàneur non romantico", per le vie di Pavia. Simone Ludovico, sempre ispirato dalla strada e dall'atto di camminare, presenta una serie di immagini che sono come "impronte o tracce"; Pietro Albertelli, unico che propone un serie in bianco e nero, si lascia guidare dalle suggestioni che incontra nei suoi percorsi; Gianpiero Todaro fotografa in modo assiduo l'area denominata il "confluente" dove il Naviglio si connette al Ticino; Francesca Dionigi, percorrendo il Naviglio, realizza dei ritratti in posa, mentre Elisa Laboranti si è concentrata sulle attività commerciali, in particolare sui chioschi ancora attivi.