La Miniatura Indiana: selezione di capolavori dalla Collezione Ducrot

Collezione Ducrot

MANTOVA


Museo Diocesano

La Collezione Ducrot, tra le più prestigiose d'Italia, comprende circa duecentocinquanta miniature indiane databili tra il XVII e il XX secolo. Le miniature, che sono dei dipinti a guazzo su carta, non prendono questo nome dalle loro dimensioni ma dalla finezza dei loro dettagli che, in alcuni casi, sono visibili solo con l'uso di una lente d'ingrandimento.
Il Museo Diocesano di Mantova esibirà per la prima volta una selezione di ottanta di queste opere. La mostra sarà un'occasione unica per il grande pubblico di poter apprezzare il mondo lontano deimaharaja (maragià) o "grandi re" dell'India, attraverso l'osservazione di pezzi unici di una collezione privata italiana.
La Collezione Ducrot si concentra in particolar modo sulla miniatura della tradizione di corte dei rajput, e cioè dei sovrani di religione hindu (indù) che regnavano sui principati delle colline pre-himalayane nel nord dell'India e dell'odierno stato del Rajasthan, ed include anche alcuni esempi provenienti dalle corti musulmane dei Moghul e del Deccan.
La miniatura rajput si sviluppa nel nord dell'India a partire dal XVI secolo e si suddivide in scuole pittoriche caratterizzate da stili regionali. Avrà la sua più grande fioritura con il lento declino della dinastia Moghul, nel XVIII secolo, quando i pittori miniaturisti di questa importante corte imperiale si spostarono in Rajasthan e nel nord dell'India per cercare commissioni presso i maharaja.
La miniatura rajput, erede dei manoscritti miniati di tradizione religiosa, comincia già dal XVII secolo ad assorbire elementi dalla pittura moghul che la renderanno più sofisticata dal punto di vista tecnico, pur mantenendo un carattere profondamente "indiano" nella scelta dei temi iconografici, nella stilizzazione delle figure e nell'uso di colori vivaci.
La mostra intende presentare una panoramica degli stili pittorici e dei temi iconografici che si svilupparono nel periodo che va dal XVII al XIX secolo, ed evidenzierà importanti aspetti della vita e della cultura dei maharaja che non solo seguivano un rigido codice cavalleresco, ma erano anche promotori delle arti e sostenitori della cultura religiosa hindu.
Data la diversità dei soggetti, delle scuole pittoriche e della cronologia, l'esposizione delle opere seguirà un criterio di tipo tematico e iconografico: la mostra sarà divisa in due sezioni principali, una illustrerà il mondo degli dei e l'altra la vita di corte dei maharaja.