L'occhio di Leonardo. Studi di ottica e prospettiva

La ventesima mostra del Codice Atlantico indaga l'interesse di Leonardo per l'occhio, inteso come l'organo umano della percezione visiva, e i suoi studi sull'ottica. I disegni selezionati mostrano come lo studio dell'ottica, strettamente connesso allo studio della geometria, si riveli basilare per Leonardo non solo ai fini della raffigurazione prospettica, ma anche per la definizione teorica di problemi inerenti la scienza "d'ombra e lume", a sua volta parte integrante delle osservazioni confluite poi nel Trattato della Pittura.Come di consueto la mostra è suddivisa tra due sedi: la prima sezione è esposta nella Sala Federiciana della Biblioteca Ambrosiana, mentre la seconda si può ammirare nella Sacrestia del Bramante nel convento di Santa Maria delle Grazie.

La Pinacoteca Ambrosiana
La Pinacoteca Ambrosiana fu istituita nell'aprile del 1618, quando il Cardinale Federico Borromeo donò la sua collezione di dipinti, statue e disegni alla Biblioteca Ambrosiana, che aveva fondato nel 1607.All'interno del percorso espositivo della Pinacoteca, articolato in 24 sale, si possono ammirare alcuni dei più straordinari capolavori di tutti i tempi, come il Musico di Leonardo, la Canestra di frutta di Caravaggio, il Cartone preparatorio per la Scuola di Atene di Raffaello, l'Adorazione dei Magi di Tiziano, la Madonna del Padiglione di Botticelli e gli splendidi Vasi di fiori di Jan Brueghel.Oltre a opere di epoca rinascimentale, il museo annovera nelle sue collezioni importanti autori del Seicento lombardo ? come il Morazzone, Giulio Cesare Procaccini, Daniele Crespi e Carlo Francesco Nuvolone ? del Settecento, tra cui Giadomenico Tiepolo, Fra Galgario, Francesco Londonio, e un notevole nucleo di autori ottocenteschi e di primo Novecento quali Andrea Appiani, Francesco Hayez, Mosè Bianchi ed Emilio Longoni. Passeggiando tra una sala e l'altra si possono scoprire anche delle vere e proprie curiosità, come i guanti indossati da Napoleone a Waterloo, gli astrolabi e le sfere armillari della collezione Settala, o la teca contenente una ciocca di capelli di Lucrezia Borgia, davanti alla quale vennero a ispirarsi illustri poeti come Gabriele D'Annunzio e Lord Byron.

Il Codice Atlantico
Il Codice Atlantico è la più vasta raccolta al mondo di disegni e scritti autografi di Leonardo da Vinci ed è conservato sin dal 1637 presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, una delle prime biblioteche al mondo aperte al pubblico.Esso è composto da 1119 fogli che abbracciano la vita intellettuale di Leonardo per un periodo di oltre quarant'anni ? dal 1478 al 1519 ? spaziando tra i temi più disparati: da schizzi e disegni preparatori per opere pittoriche a ricerche di matematica, astronomia e ottica, da meditazioni filosofiche a favole e ricette gastronomiche, fino a curiosi e avveniristici progetti di marchingegni come pompe idrauliche, paracadute e macchine da guerra.
Le vicende di cui il Codice è stato protagonista nel corso dei secoli sono estremamente complesse e talvolta perfino avventurose.Esso venne allestito alla fine del Cinquecento dallo scultore Pompeo Leoni, che era riuscito con molta difficoltà a recuperare una parte degli studi autografi di Leonardo dagli eredi di Francesco Melzi, il fedele allievo a cui il Maestro aveva affidato i propri scritti in punto di morte. Il curioso nome "Atlantico", che sembra suggerire strani e misteriosi contenuti, gli venne attribuito in realtà per le sue dimensioni, infatti i fogli su cui Leoni montò gli scritti di Leonardo erano del formato utilizzato all'epoca per realizzare gli atlanti geografici.Il Codice venne poi ceduto da un erede del Leoni al Marchese Galeazzo Arconati, che a sua volta lo donò nel 1637 alla Biblioteca Ambrosiana, garantendone in questo modo la conservazione e la trasmissione alle generazioni future.

Nel 1796 la preziosa raccolta venne requisita e trasferita a Parigi in seguito alla conquista di Milano da parte di Napoleone e rimase al Louvre per 17 anni, fino quando il Congresso di Vienna non sancì la restituzione di tutti i beni artistici trafugati dal Bonaparte ai legittimi paesi di appartenenza. Un curioso aneddoto racconta che l'emissario per la restituzione delle opere d'arte nominato dalla casa d'Austria avesse scambiato il prezioso volume per un manoscritto in cinese a causa della tipica grafia inversa del Maestro: fu solo grazie all'intervento del celebre scultore Antonio Canova, emissario dello Stato Pontificio, che il Codice Atlantico fu infine incluso tra i beni da restituire all'Ambrosiana, sua sede naturale dove è conservato ancora oggi.
Nel 1968 il Codice venne sottoposto a un'imponente opera di restauro presso il monastero di Grottaferrata nel Lazio, durante il quale venne rilegato in dodici massicci volumi. Questa scelta comportò diversi problemi conservativi e di studio in quanto, per poter effettuare analisi comparative dei fogli, era necessario consultare più volumi contemporaneamente oppure dover esaminare più disegni posti in punti diversi dello stesso tomo.

Per superare queste oggettive difficoltà, nel 2008 il Collegio dei Dottori dell'Ambrosiana presieduto dal Prefetto Monsignor Franco Buzzi e in sinergia con la Fondazione Cardinale Federico Borromeo, decide di avviare un'epocale operazione di sfascicolatura dei 12 volumi del Codice e il posizionamento dei singoli fogli all'interno di passepartout appositamente studiati per garantirne la migliore conservazione e allo stesso tempo per facilitarne l'esposizione.Contestualmente, viene intrapreso un grandioso progetto di esposizione dell'intero corpus della raccolta a sostegno e promozione dei beni e delle attività della Veneranda Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana: a partire da settembre 2009 e per sei anni fino al 2015 in occasione dell'EXPO, i fogli saranno esposti a rotazione in mostre tematiche della durata di tre mesi. Per l'evento vengono scelte due sedi d'eccezione: la Sacrestia del Bramante vero e proprio gioiello di architettura rinascimentale nel Convento di Santa Maria delle Grazie, dove si trova anche il Cenacolo, e la suggestiva Sala Federiciana della Biblioteca Ambrosiana, aperta al pubblico per l'occasione.

Le date
Fino al 7 settembre Milano, Pinacoteca Ambrosiana - Sacrestia del Bramante

Orari
Pinacoteca Ambrosiana: da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Ultimo ingresso alle 17.00
Chiuso tutti i lunedì
Chiuso 25 dicembre, 1 gennaio, il giorno di Pasqua

Sacrestia del Bramante:lunedì dalle ore 09.30 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 18.00
Da martedì a domenica dalle ore 08.30 alle ore 19.00.Ultimo ingresso mezz'ora prima della chiusura.
Chiuso 25 dicembre, 1 gennaio e dalle ore 12,00 del 9 dicembre 2013; 10 marzo e 9 giugno 2014

Biglietti a partire da 11.50 €ACQUISTA I BIGLIETTI

foto e contenuti Copyright