Si va per cominciare

si va per cominciare

PAVIA


Spazio per le Arti contemporanee del Broletto, piazza della Vittoria

Domenica 11 settembre, alle ore 18.30, inaugura nello Spazio per le Arti contemporanee del Broletto la mostra documentaria Si va per cominciare.
L'esposizione, che rimane aperta al pubblico fino al 2 ottobre, è organizzata dal Settore Cultura del Comune di Pavia.

Si va per cominciare ripercorre, attraverso immagini, locandine, programmi di sala, articoli di giornale, rassegne stampa e documenti di diverso genere, l'omonima manifestazione di respiro internazionale protagonista a Pavia e provincia tra gli anni Settanta e Ottanta, dedicata alla musica, al teatro, alla danza, al cinema, allo spettacolo e a ogni forma di arte espressiva. Conosciuta anche come Settembre culturale, la rassegna - organizzata dall'Amministrazione Provinciale di Pavia insieme al Comune di Pavia - aveva visto in quegli anni la città e il suo territorio vivere una vera e propria età dell'oro culturale, anticipando così quello che poi (con altri mezzi) avrebbe fatto l'assessore Renato Nicolini a Roma con l'Estate Romana.
Grazie a un lavoro di recupero e archiviazione dei diversi materiali - che altrimenti sarebbero andati perduti nel corso degli anni -, la mostra si presenta come un ricordo della memoria documentaria e della salvaguardia dei documenti. Diventa una narrazione, dal forte sapore documentaristico, di quel formidabile periodo in cui, grazie a quel grande contenitore stagionale in cui si riversava il meglio della cultura, Pavia e la sua provincia si trasformarono in un enorme palcoscenico che offriva costantemente spettacoli con ospiti da tutto il mondo.

Comun denominatore di Si va per cominciare era la contaminazione tra pratiche di cultura alta e bassa - si accoppiavano tra loro musica classica e pop, balletto, teatro di strada, film d'autore e film popolari -, con l'intento di mischiare pubblici diversi, in controtendenza con una storica abitudine italiana di forte accentramento della cultura e di divisione classista dell'accesso al sapere, di tradizionale appannaggio delle èlite. Erano gli anni '70. Agli spettacoli partecipava una varietà di platee di diversa estrazione sociale, dagli intellettuali agli studenti, alle masse popolari. Erano momenti di aggregazione e condivisione, oltre che di esperienze estetiche, e al pubblico spettava il compito di divenire interprete di una nuova modalità di utilizzo della cultura.

Tra gli eventi presentati a Si va per cominciare, bisogna ricordare le mostre "Divi divine" (nel 1979), curata da Davide Turconi, figura storica della critica cinematografica italiana, che aveva come soggetti attori, attrici e star del cinema internazionale, e che fu successivamente allestita (nel 1981) a Palazzo dell'Arte a Milano; "Bianconero, rosso e verde", dedicata a ottant'anni di cinema italiano (dal 1910 al1980) e ospitata prima al Festival di Cannes nel 1983, e poi (nell'autunno del 1983) a San Paolo del Brasile; "Un bel dì vedemmo", omaggio all'opera lirica. Anche il celebre regista e attore Jacques Tati venne a Pavia in occasione della rassegna, per presentare il suo ultimo film (in veste di regista) "Il circo di Tati" (1974), in anteprima al Teatro Fraschini. E come dimenticare quando Abbado suonò per gli operai della Necchi. Era il 20 novembre 1974 e la bacchetta di Claudio Abbado - allora giovane maestro milanese - si alzò nella mensa della Necchi davanti ai musicisti della Scala, suonando per gli operai la musica di Beethoven e di Mahler.
Il cinema era protagonista di Si va per cominciare con interessanti rassegne come "Cosa diresti se ti dicessi che ti amo" (a cavallo tra il 1981 e il 1982), dedicata al cinema e all'omosessualità.

Orari: da martedì a venerdì ore 16-19, sabato e domenica anche 10.30-12.30
Ingresso libero.