Una Speranza Ostinata Terezin, Auschwitz, Varsavia, Dachau

VERONA


Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea - Via Cantarane, 26

Presentazione del volume:
Una speranza ostinata
Terezin, Auschwitz, Varsavia, Dachau

di Max Mannheimer

Interviene il traduttore e curatore Claudio Cumani
Introduce Roberto Bonente

«Max Mannheimer 6 febbraio1920 - 23 settembre 2016 è il maggiore dei cinque figli di Jacob e Margarethe commercianti cecoslovacchi. Il 27 gennaio 1943 Max, la moglie, i genitori e i fratelli sono deportati a Terezin, poi ad Auschwitz, Varsavia, Dachau. Solo Max ed Edgar il fratello più piccolo si salveranno: vengono liberati dagli americani il 30 aprile 1945, lo stesso giorno in cui Hitler si suicida nel bunker di Berlino. Dice di non voler mai più mettere piede sul suolo tedesco e ritorna nella sua città natale nella Repubblica Ceca, ma s'innamora di una ragazza dei Sudeti e la segue a Monaco dove si sposano. Comincia a dipingere, firmandosi ben jacov, «figlio di Jacob», in memoria del padre. Nel 1990 viene nominato presidente della Comunità del Campo di Dachau e nel 1995 vicepresidente del Comitato Internazionale di Dachau; nel 2010 il centro internazionale di formazione giovanile di Dachau è stato rinominato Max Mannheimer Studienzentrum in suo onore».

Claudio Cumani si è laureato in fisica all'Università di Trieste e lavora in Germania, all'ESO European Southern Observatory, l'organizzazione astronomica europea con sede a Garching bei M nchen e con osservatori telescopici sulle Ande cilene. Nel tempo libero è impegnato nelle politiche per l'integrazione dei migranti e di comunicazione interculturale. Il suo sito è cumani. eu.

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