"Comedians", metafora della vita tra serio e faceto. Passando dallo spettacolo

Comedians

BERGAMO


Creberg Teatro

Restare fedeli ai propri ideali o tradire gli insegnamenti ricevuti per ottenere successo? Questo il dilemma che anima «Comedians», riflessione seria in chiave comica che parte dal mondo dello spettacolo per diventare metafora della vita.
Il testo, scritto dal drammaturgo britannico Trevor Griffiths nel 1975, ci presenta un gruppo di aspiranti comici, allievi di un ex attore impegnato politicamente, alle prese con il provino che potrebbe cambiar loro la vita. A esaminarli sarà un pezzo grosso dello show business, nonché una vecchia conoscenza del loro insegnante, che con lui condivide un passato da comico ma non certo gli stessi gusti artistici. Il tutor, una sorta di Dario Fo che non ha conosciuto il successo, è portavoce di una comicità graffiante, che vuole incidere sulla realtà affrontando temi di carattere sociale; il talent scout, al contrario, vede nella comicità il puro svago che non deve impensierire il pubblico. Tanto idealista è il primo, quanto pragmatico e affarista è il secondo, capace di dire «non siamo missionari, siamo dispensatori di risate».
Quando fu messo in scena dal Teatro dell'Elfo nel 1985, nella storica edizione diretta da Gabriele Salvatores, «Comedians» anticipava problematiche e temi che nel nostro Paese sarebbero diventati dirompenti con l'accrescersi d'importanza delle televisioni private e il conseguente obnubilamento di massa. Lo spettacolo ebbe uno straordinario successo e il suo gruppo, composto da artisti giovanissimi e allora quasi sconosciuti, quali Paolo Rossi, Claudio Bisio, Silvio Orlando, Antonio Catania, Bebo Storti, Gianni Palladino, Gigio Alberti, Renato Sarti, Gino e Michele, contribuì all'affermazione dell'anima comica di Zelig che, nato come piccolo cabaret in periferia, avrebbe poi dato vita all'omonimo programma televisivo record d'ascolti. Riproporre oggi, a trent'anni di distanza, quella stessa versione di «Comedians» rischierebbe di risultare meno incisivo. Sono cambiati i tempi. Da quest'ultima riflessione è nata l'idea di innovare completamente la messa in scena dello spettacolo facendolo interpretare da un gruppo affiatatissimo di attrici, per offrire al pubblico una versione assolutamente inedita, completamente al femminile.
Margherita Antonelli, Alessandra Faiella, Rita Pelusio e Claudia Penoni, attrici comiche di grande spessore e amatissime dal pubblico, che le ha applaudite nel recentissimo successo «Stasera non escort», saranno le "aspiranti comedians" il 6 febbraio al Creberg, affiancate dalle bravissime Nicoletta Ramorino, attrice di teatro e cinema, e Rossana Mola. Poco importa sapere chi resterà fedele ai propri ideali e chi tradirà gli insegnamenti ricevuti per ottenere successo, di certo c'è che a vincere sarà la comicità che fa pensare. Il tipo di comicità con cui ci ha abituati Renato Sarti, che fece parte di quella storica messa in scena e che, con spettacoli come Nave fantasma, Io santo tu beato, Ritter, Dene, Voss, in questi ultimi anni ha proposto un teatro popolare che cerca di svelare le lacerazioni della società e della vita anche tramite la risata e lo sberleffo.