Senso d'oppio e Fabio Di Dario

Nei sessanta minuti di esibizione i Senso d'Oppio fondono i generi e le influenze più disparate, dalle slapstickall'opera lirica, dai protagonisti della commedia italiana alle animazioni da videogame. Ogni spunto viene rielaborato con sapienza e passione sincera, senza cadere nel peccato di presunzione di distinguere tra cultura alta e cultura popolare, tra padri autorevoli da omaggiare ed epigoni da sbeffeggiare: quello che conta è ridere, in maniera intelligente e di gusto, ogni suggestione è colta per la semplice ma nobile possibilità di divertire.

Questo uno dei punti di forza dello spettacolo, la capacità, appunto, di indirizzarsi alla platea più eterogenea, allo spettatore consumato ed esigente, come al profano che ha la sacrosanta voglia di distrarsi: e non è un caso se tra i fan del duo comico ci sono tanti bambini, segno della maturità espressiva che ha portato il loro cabaret ad un linguaggio universale e ben comprensibile.

Pietro Casella e Francesco Lattarulo sono cresciuti con il teatro e il cinema, collaborando strettamente col regista torinese Daniele Gaglianone. All'attività drammaturgica hanno sempre alternato imprevedibili performance di strada, attraverso le quali hanno sviluppato una particolarissima verve comica che consente loro di mettere in scena l'assurdità tragicomica di un quotidiano dominato dai luoghi comuni, televisivi e non.

Comico straordinario, con l'ironia e la vena artistica del sud tramandatagli dai genitori, Fabio Di Dario sta ottenendo successo ovunque dove ha subito messo in mostra il suo talento.

La sua scheda è la radiografia perfetta della sua arte, la sua creatività, la sua simpatia che sa instaurare subito col pubblico con il quale ha un rapporto privilegiato, perché innata è la sua simpatia. Stare sul palcoscenico per lui è come stare nel suo salotto di casa. La sua disinvoltura nel dialogare col pubblico e la sua capacità di tenere la scena sono davvero alcuni dei suoi punti forti del suo essere artista vero. Nel particolare ci scendiamo solo con la sua biografia dalla quale potrete farvi un'idea di chi è davvero Fabio Di Dario un uomo del nord ma amato anche dal sud. Ecco come viene definito in questa sorta di scheda un po "pazza", pardon comica.

"Un pomodoro ricoperto di crema catalana, guarnito con quattro acciughe, una spruzzata di parmigiano servito in un letto di mazzancolle caramellate" è l'espressione migliore per definire il cervello di Fabio Di Dario: potenzialmente raffinato ma a tutti gli effetti preoccupante! Ed ecco infatti che possiamo trovarci di fronte alla situazione in cui il nostro "potenzialmente raffinato" cerca di eludere il test del palloncino allo stesso modo in cui cerca di farsi scontare 1 Kg di zucchine al mercato. Oppure il nostro "a tutti gli effetti preoccupante" potrebbe trovarsi in una concessionaria di automobili e, mosso da grande pietà, tirare un calcio alla portiera di una vettura credendo davvero di renderla più areodinamica? O trovarsi di fronte ad una nuvola di tamarri e sperare con il cuore che siano dei balordi e di essere da loro malmenato e derubato piuttosto che pensare che possano realmente essere i suoi ex-compagni di classe.

E addirittura accettare di uscire con la donna più brutta del pianeta, perchè in fondo tutto ciò che regolamenta il naturale fluire della vita è il famoso "potere della patata"?In sostanza quella parte infantile che c'è in noi, quella della purezza, dell'ingenuità, della cocciutaggine e della curiosità è la grande corazza di questo pazzoide nel quale, in fondo..(ma davvero molto in fondo, in qualcosa possiamo riconoscerci tutti..)

Le date
Dal 30 gennaio all'1 febbraio Milano, Zelig

Biglietti a partire da 11.50 €ACQUISTA I BIGLIETTI

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