Il Grande circo degli incornati

da Antonio Petito
di Davide Sacco
con Ilaria Ceci, Piero Grant, Matteo Mauriello, Francesco Russo, Eva Sabelli
Circensi: Costanza Bernotti, Alice Moracchioli, Shay Wapniaz
musiche Sacco, Viviani, Cantalamessa
scene: Luigi Sacco
costumi: Francesa Romana Scudiero
regia: Davide Sacco

Lo spettacolo inizia nel foyer del teatro e poi in platea, dove gli attori e i circensi (giocoliere, trapezista, trampoliere) accoglieranno il pubblico ricreando l'atmosfera di un vero circo. Ci sarà infatti il direttore ad accogliere le famiglie, la donna barbuta leggerà i tarocchi, il lanciatore di coltelli si esibirà in divertenti gag.
Tutto accompagnato dalla musica suonata da tromba, chitarre e percussioni.
Quando tutto il pubblico si sarà accomodato in sala, inizierà il vero e proprio spettacolo.
Il direttore annuncia che al Circo degli Incornati sono stati ormai tagliati tutti i fondi e quindi sono pronti a chiudere i battenti. Nel frattempo, nel teatro della città, la commedia in cartellone salta per l'assenza del comico del programma "Putipù". L'assistente dell'assessore in carica si impegna con la fazione politica avversa a rimediare, mettendo in scena la tragedia di Silvio Pellico "Francesca da Rimini". Ma per i tagli alla cultura non ci sono più accademie dove cercare gli attori e allora l'assistente dell'assessore chiede al Circo degli Incornati di rappresentare la tragedia per il partito, promettendogli in cambio uno spazio e una sovvenzione per sopravvivere.
Il direttore del circo, "affamato non solo di sogni", è costretto ad accettare. Inizia la rappresentazione della "Francesca da Rimini" che, nonostante l'impegno di tutti i circensi, più che dimostrare grandi doti attoriali si trasforma in una sequenza di esilaranti gaffe e fraintendimenti. Alla messa in scena si alternano le storie dei tre circensi: l'assistente Groko, entrato nel circo perché troppo brutto per avere una vita normale fuori da esso, la donna barbuta Giancarlus, "nato bambino non per scelta del Signore, ma perché lo diceva papà", il lanciatore Barnum, salvato dal direttore dal degrado e dalla violenza della periferia.È proprio quest'ultimo, a un certo punto, a tentare di risollevare la mediocre performance attoriale esibendosi con il suo numero di coltelli, ma all'improvviso irrompe dal fondo della sala l'assistente dell'assessore, che rivela al direttore l'amara verità che i suoi compagni non avevano il coraggio di esprimere: la platea è vuota, il pubblico dopo aver saputo dell'assenza del comico del programma "Putipù" ha chiesto il rimborso del biglietto ed è andato via. E nell'ultimo canto di solitudine, il direttore, resosi conto di aver perso veramente tutto, dichiara morta la bellezza, e sulla malinconica richiesta di dignità nei confronti di una politica che non ascolta cala il sipario.

La data
21 ottobre Roma, Teatro Parioli Peppino De Filippo

Biglietti a partire da 10.00 €ACQUISTA I BIGLIETTI

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