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il 12 marzo 2019  altre date 

Romeo e Giulietta

Avventurarsi nel mondo Shakesperiano è un'impresa difficile. Non sappiamo mai davvero dove ci porterà la creazione di una scena perché il verso del "Grande Bardo" contiene strade differenti, a volte opposte , che noi di volta in volta interpretiamo come specchio della nostra vita, del nostro sguardo sul mondo e i suoi attori. Oggi, come molti anni fa in veste di attrice, mi avvicino in punta di piedi davanti al quadro che ritrae i due giovani amanti . Il dipinto che così da vicino avevo osservato e vissuto in passato e che pensavo di conoscere in ogni suo sfumatura, ha assunto nuove forme; le figure e i colori sono mutati e così il luogo che li circonda. Quello che vedo è una gabbia, una prigione dentro cui animali di diversa specie si guardano, si cercano, si combattono, si uccidono. Ed ecco allora che mi torna alla mente Eraclito "Nessun uomo entra mai due volte nello stesso fiume, perché il fiume non è mai lo stesso, ed egli non è lo stesso uomo".

Il quadro come il fiume è diventato altro e io stessa non sono più l'attrice che interpreta Giulietta, ma la regista che la contempla, provando profonda gratitudine per chi ha creduto in me e mi ha affidato questo viaggio. Ci addentreremo nella città di Verona come se il mondo intero fosse intrappolato e Romeo e Giulietta fossero vittime di questa prigione. L'umanità vive in cattività per mano di una società che non accoglie, non ascolta e non comprende i reali bisogni dell'individuo. L'ordine apparente, creato dal potere e dalle sue leggi, trasforma la realtà a suo piacimento, offrendole la maschera dei diritti e dei doveri, privandola del suo vero aspetto. Nell'opera di Shakespeare i protagonisti sono i giovani, quella parte di umanità incompresa e schiacciata e con la morte di Mercuzio, Tebaldo, Romeo, Giulietta, assistiamo alla sconfitta di un mondo, che oggi come allora, decide e agisce senza sentire.

La gabbia dove i personaggi si muoveranno metterà in luce le relazioni e i momenti di solitudine, facendo emergere i diversi comportamenti che l'uomo ha in pubblico o nel suo privato. La gabbia diventerà quindi un un elemento di passaggio, luogo di vita permanente, struttura che osserviamo da lontano e in cui potremmo finire. C'è chi si sentirà artefice di questa prigione, c'è chi la vivrà come naturale condizione, c'è chi la subirà, c'è chi la combatterà, ma è solo scendendo dal palcoscenico che capiremo come distruggerla. La gabbia si trasformerà di volta in volta nella camera di Giulietta, nella sala da ballo dove i due protagonisti s'incontrano per la prima volta, sarà il luogo di scontro tra Montecchi e Capuleti fino a mutare il suo aspetto divenendo cripta e ospitando la morte dei i due giovani amanti.

Il nostro progetto ha come finalità quella di porre l'attenzione sulle mancanze che la società e il suo potere ha avuto ed ha ancora sull'uomo ed in particolare nei confronti dei giovani. Ancora oggi assistiamo impotenti alle decisioni che il potere ha sulla vita delle persone ed è per questo che all'interno della compagnia di attori è stata scelta come protagonista un giovanissimo talento, un'attrice di 14 anni (l'età di Giulietta), già vista interpretare sul palcoscenico del Ghione i panni di Puck nel "Sogno di una notte di mezz'estate". Sarà lei a parlare ai suoi coetanei, al mondo degli adolescenti, che ancora oggi vive con dolore il fatto di non essere ascoltato, accettato, aiutato, ma si rivolgerà anche al pubblico degli adulti, che dovrebbe sentirsi responsabile della gabbia di cui a volte è artefice. Giulietta, una figura femminile così giovane, può farci riflettere inoltre sulla condizione della donna, che ancora oggi in molti paesi del mondo è oggetto di ingiustizie e violenze. Il Padre di Giulietta costringe la figlia a sposare un uomo che non ama, secondo l'usanza e i contratti sociali, ma nel momento in cui lei si opporrà, il padre la segrega incasa, minacciandola di portarla in chiesa per i capelli e maledendola con violenza e senza alcuna comprensione.

La storia raccontata da Shakespeare è ambientata nel 1300, ma ancora oggi sappiamo quante situazioni simili esistano e si cerchino di combattere. Il caso delle " spose bambine", private della loro libertà, delle loro scelte, del loro futuro, colpisce milioni di vittime all'anno, con conseguenze tragiche come la morte. Mi è sembrato giusto quindi portare in scena l'età reale di Giulietta, potendo analizzare certi aspetti della storia che non si avvertirebbero allo stesso modo con un'attrice adulta. ? Shakespeare ancora una volta ci da la possibilità di riflettere sui temi universali dell'uomo, del suo sentire e del suo agire e noi cercheremo di farlo al meglio delle nostre possibilità.

Le date
dal 12 al 17 marzo Roma, Teatro Ghione

Biglietti a partire da 23.00 €ACQUISTA I BIGLIETTI

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