Il Misantropo

Tra i pregi dell'immenso Molière vi è quello di prendere i suoi personaggi dalla vita di tutti i giorni, creando quella galleria di avari, ipocondriaci, sciocchi, ipocriti e truffatori, tutti "vivi e veri" ed esposti alla sua caustica ironia. Nel Misantropo sotto la sua lente d'ingrandimento finisce un tipo d'uomo che non scende mai a compromessi, pone la sincerità al di sopra di tutto, e finisce con l'urtare la sensibilità dei propri simili, pagandone le conseguenze. Se il pessimo carattere di Alceste lo fa diventare ridicolo, non è ridicolo ciò che appare per contrasto: la società è regolata da un complesso di menzogne, conformismi, condizionamenti e ipocrisie invincibili, e chi s'illude di poter cambiare gli uomini, è destinato a solitudine e pubblico ludibrio. Non c'è scampo per chi non si integra, sembra dire Molière. Non solo, ma anche la verità assoluta che Alceste pretende d'incarnare non è priva di punti deboli: l'amore di Alceste per Celimene, che rappresenta l'artificio assoluto. L'universalità di temi e caratteri rende possibile un allestimento in un tempo "senza tempo", che avvicina ancora di più il testo, decisamente attuale, alla nostra contemporaneità.

La data
17 settembre Torino, Teatro Erba

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