Lo squalo capace di saltare

squalo mako

PAVIA


Museo di storia naturale dell'Università di Pavia, via Guffanti 13

Sabato 12 marzo il Museo di storia naturale dell'Università di Pavia apre al pubblico, come ogni mese, la sede espositiva di via Guffanti 13, una traversa di via Riviera, a Pavia. Dalle 9.00 alle 12.00 sono aperte le sale che espongono le collezioni zoologiche dell'ateneo, con 5.000 reperti prevalentemente tassidermizzati. Un locale del Museo è invece tutto destinato alle raccolte in alcool con esemplari di pesci e rettili conservati in vasi colmi che ne mantengono intatte le caratteristiche anche attraverso i secoli. I pezzi più antichi in mostra sono collocati nella sala intitolata a Lazzaro Spallanzani il quale, con il sostegno dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, nel 1771 fondò il museo e potè arricchirlo di acquisti e acquisizioni che fece durante i suoi viaggi per le terre e i mari allora conosciuti nei confini europei. Da una lunga escursione nel sud d'Italia, allora Regno delle Due Sicilie, portò da Messina a Pavia nel 1790 un grande esemplare di squalo mako, pesce poi denominato Lamna spallanzani e oggi noto come Isurus oxyrinchus. Quello pavese è un pezzo unico nel suo genere, una femmina lunga 348 centimetri e fiera della sua dentatura che nell'immaginario popolare già di quei tempi destava terrore in tutti i mari. Lo squalo mako è un vorace predatore e un ottimo nuotatore, considerato il più veloce fra tutti gli squali. Tra le peculiarità del mako vi è la capacità di compiere alti balzi fuori dall'acqua, fino a qualche metro di altezza sopra la superficie dell'acqua. Lazzaro Spallanzani lo acquistò dall'abate siciliano Gaetano Greco per la somma di 42 zecchini. L'esemplare oggi accoglie i visitatori di via Guffanti affiancato da un coccodrillo del Nilo e un ippopotamo donato dai Gonzaga.
L'ingresso è libero, alle 10.30 è prevista una visita guidata, non è necessario prenotare.
Il Museo è adatto a un vasto pubblico, dai più piccoli agli studiosi, curiosi e appassionati di storia naturale.